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Dolori e Mal di schiena

E loro relazione con il ciclismo

Colonna vertebrale

Nella pratica sportiva, ed in particolare in materia di ciclismo, il materiale tecnico deve sempre essere adattato alla morfologia ed alla fisiologia di chi pratica. È indispensabile, allo stesso tempo per la comodità e per un rendimento efficiente, ma anche per evitare le difficoltà muscolari. Prima di cominciare, è importante adattare la bicicletta alla morfologia del corridore, seguendo alcune norme di costruzione del telaio e piazzando correttamente gli accessori della bicicletta.

Anatomia del ciclista: l'integrità necessaria dell'asse rachidiano è fondamentale. Nella maggioranza dei casi, la bicicletta non è generatrice di dolori vertebrali, al contrario, è garanzia di una buona elasticità rachidiana e di un capitale muscolare soddisfacente ed ha un effetto protettivo sui dolori vertebrali.
Tuttavia, anomalie vertebrali preesistenti possono presentare contro-indicazioni temporanee o permanenti alla pratica dello sport ciclistico.

Ciclismo e scoliosi Le SCOLIOSI (deformazione rachidiana nel piano frontale): in particolare nei giovani in crescita, devono essere oggetto di un'analisi accurata in un centro specializzato per determinare l'importanza della rotazione dei corpi vertebrali. Nei casi di scoliosi leggere, non è logico controindicare la pratica del ciclismo.
bici e cifosi La cifosi di Scheuermann: malattia della maturazione ossea che appare nel giovane bambino e nell'adolescente si traduce con un infragilimento e una deformazione dei corpi vertebrali.
Colpisce generalmente i ragazzi, in particolare coloro che crescono rapidamente, longilinei, o gli adolescenti molto sportivi e che esagerano il lavoro fisico.

 

Biomeccanica semplificata della colonna vertebrale: La patologia classica del ciclista (lombaggini) è frequente e deriva dalla biomeccanica. Le lombaggini muscolari possono essere favorite da una muscolatura insufficientemente preparata e da una cattiva posizione legata sia ad un telaio troppo breve o troppo lungo, sia ad un'altezza di sella mal regolata, o anche a pedali o pedivelle inadatte.
Molto spesso nei giovani corridori i dolori dei muscoli paravertebrali appaiono in corso o alla fine della corsa per scomparire nelle 24 / 48 che seguono.
Sono molto frequenti, tanto più che a quest'età la loro muscolatura è debole.
Nel ciclismo, anche avere una gamba più corta dell'altra può causare dolori lombari se l'anomalia non è corretta. Se c'è una diseguaglianza dei membri inferiori, il bacino si trova squilibrato e si inclina dal lato della gamba più breve. Il lavoro delle anche è realizzato, di conseguenza, in cattive condizioni e causa dolori al livello dei muscoli che sono male sollecitati. Una cattiva base è indubbiamente all'origine di prestazioni non soddisfacenti.

Nel ciclista sulla sua bicicletta, esiste generalmente un alleviamento della curvatura lombare. La prima precauzione da prendere è di abbassare leggermente il becco di sella che molti corridori hanno tendenza a rialzare, in modo che la colonna sia meno sbilanciata verso la parte posteriore. Infatti, il fatto di posizionare la sella verso l'alto trascina automaticamente il bacino verso la parte posteriore, cosa che costringe la parte bassa dei reni ad arrotondarsi. Questa posizione causa spesso delle lombaggini. Una seconda precauzione consiste nel sollevare leggermente il manubrio. La posizione del corridore detta "in danceusse", in piedi sui pedali, sembra affaticare i dischi intervertebrali. Infatti, il peso del corpo si ripartisce alternativamente su uno o l'altro pedale, e questo squilibra il sistema delle forze in gioco.

Per i dolori lombari lLa posizione inclinata sembra, a prima vista, controindicata poiché piega eccessivamente la parte posteriore lombare. Ma si tratta di illusione d'ottica. La flessione avviene principalmente nell'articolazione dell'anca ed il gioco delle vertebre ha per effetto non di accorciare ed imballare la colonna, ma di prolungarla, ridurre le sue curvature, tendere. Se si misura la distanza che separa la base del collo del fondo dei reni, inizialmente in posizione seduta verticale, quindi in posizione del busto molto inclinato, si nota, nel secondo caso, un allungamento da 4 a 6 centimetri contemporaneamente ad una cancellazione delle curvature. È dunque un atteggiamento dei più consigliabili a chi ha problemi lombari.

Anche la larghezza del manubrio e la dimensione della curva svolgono un ruolo a livello della respirazione.
Se il manubrio è troppo stretto, le braccia ed i gomiti saranno troppo vicino al corpo ed ostruiranno la respirazione. La zona tra le spalle si inarca favorendo la comparsa di contratture e di dolori alla base del collo e tra le scapole. La larghezza del manubrio deve dipendere dalla morfologia toracica del ciclista e generalmente la larghezza deve corrispondere alla larghezza delle spalle, in linea generale
piccoli: manubrio 38-39
medi: manubrio 40-41
grandi : manubrio 42-44

[Dolori Cervicali : Commento di Marco del 03/06/2007]