Guida all'allenamento, diete e tecnica. Ciclismo, corsa, mtb ecc...

home page ciclopiemonte
Home Page
guida allenamento
Guida Allenamento
Alimentazione dello sportivo
Alimentazione
Medicina Sportiva
Medicina Sportiva
tecnica bici
Tecnica Ciclismo
Bici
Scrivici
 
Calcolatori :
misure telaio
Misura Bicicletta
misure telaio
Indice massa corporea (IMC)
metabolismo basale
Metabolismo basale (BMR)
Conteggio calorie
Conta Calorie

Home Page Medicina sportiva Doping

Le sfide ed i limiti della lotta antidoping

Come doping e controlli si inseguono

metodi-dopanti-e-antidoping

In occasione di ogni evento sportivi importante, lo spettro dello doping continua a fare parlare di se. Ma quali sono i mezzi a disposizione per vincere la lotta? Il peggio è da venire? Negli anni 1950, gli atleti venivano dopati in nome di un sistema politico, si pensi ai metodi della Germania dell'est e così via. Ma agli anni della guerra fredda sono succeduti quelli dello sport-spettacolo e delle sue derive inevitabili, con l'entrata in gioco di interessi finanziari incitanti a sovraccaricare i calendari delle competizioni, generatori di diritti di diffusione e di entrate pubblicitarie, e intensificare la promozione e lo sfruttamento delle stars dello sport e la corsa ai record ed alle prestazioni spettacolari, che permettono di suscitare e prendere in considerazione l'interesse dei mass media, senza il quale crollano i profitti.

L'aggravarsi di questo fenomeno fra gli sportivi di alto livello è difficile da valutare (i controlli permetterebbero di individuare soltanto dal 10 al 20% degli sportivi dopati), sembra tuttavia che alcune pratiche si moltiplichino: cocktail di molti prodotti dopanti, ricorso a prodotti sempre più pericolosi, sempre più innovativi...
Di fronte a questo la percezioni del pubblico appare paradossale, all'aumentare delle pratiche dopanti vi è una netta diminuzione della condanna da parte dell'opinione pubblica di chi ne fa uso.

Alcuni studi condotti sullo sport dilettante o anche nelle classi preparatorie testimoniano l'associazione inquietante tra prestazione e assunzione di medicine o di prodotti energizzanti. Di fronte a questa banalizzazione del doping, i prodotti diventano sempre più sofisticati. Fino alla terapia genica!
Parallelamente, l'arsenale di chi produce il doping si perfeziona a tal punto che ci si può a volte chiedere se la lotta antidoping non sia impegnata in un combattimento troppo disuguale...

Per capire il problema si pensi che nel giugno 2003, un laboratorio d'analisi antidoping riceve una siringa contenente un prodotto sconosciuto. Secondo il mittente (un allenatore che desiderava restare anonimo), questo prodotto gli sarebbe stato fornito da un famoso laboratorio farmaceutico californiano. Dopo le analisi, il composto si rivelò essere un anabolizzante di sintesi fino allora inosservabile nelle urine: il tetrahydrogestrinone (THG). Da allora, si è scoperto che vari atleti di notorietà internazionale avevano un partenariato con questo laboratorio: Dwain Chambers, Marion Jones...
Il prossimo passo potrebbe essere, e secondo numerosi esperti sarà, la modificazione genica. Si è già riusciti in laboratorio a modificare fino a raddoppiarla la forza muscolare dei ratti dopo avere iniettato loro un gene particolare.

I progressi tecnologici della lotta antidoping
Di fronte a tutte queste innovazioni nelle pratiche dopanti, si ha l'impressione che i truffatori abbiano sempre una lunghezza di vantaggio sui controlli... Fortunatamente non tutte le speranze di vittoria sono vane, la creazione dell'agenzia mondiale Antidoping segna una reale possibilità di contrasto e di fronte ad un organismo snello, rapido ed efficace i frodatori potrebbero avere cattive sorprese poiché la tecnologia progredisce. Ma oltre al perfezionamento dei controlli la lotta contro il doping non può passare soltanto per la repressione. Spiegare i pericoli del doping e fornire un'informazione chiara ed imparziale sui prodotti dopanti e riabilitare i valori etici dello sport... sono queste le importanti sfide da vincere!