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Catena Bici

Storia
Storia della catena
Si trova traccia della catena 200 anni prima di Gesù e più recentemente, al sedicesimo secolo, negli schizzi di Leonardo da Vinci.
Ma la catena meccanica a rulli è stata inventata nel 1880 da Hans Renold.
Le qualità della catena a rulli sono innegabili: grande elasticità d'utilizzo,, un'attrito più debole di qualsiasi altro mezzo di trasmissione, di un rendimento eccellente del 98%, di un'affidabilità garantita con una catena ben manutenzionata.
Alcune applicazioni, all'inizio della storia del ciclo, hanno visto l'utilizzo di catena a leva o il ricorso ad una trasmissione per cardani (letteralmente "senza catena").
Prima dell'adozione della catena a rulli, la catena piena fu di un impiego diffuso.
In questo caso, un collegamento su due era pieno e questo spiega gli sviluppi indicati all'epoca (in particolare per i pistards) del tipo 23x7.

Consumo e usura della catena
come  fatta una catena
Nel caso di una catena consumata che si innesta su un pignone nuovo, il passo della catena è superiore a quello dei denti del pignone. La catena pertanto monterà lungo il lato della dentatura fuoriuscendo dalla sede.
Anche se la catena non cade ne risulta uno squilibrio degli sforzi nella catena. Questo squilibrio può arrivare a farci perdere potenza. In pratica due casi sono da prevedere: se la catena non è troppo consumata, c'è soltanto un ribasso del rendimento.
Invece, se la catena è fortemente consumata, cade oppure sgrana saltando di un dente. In entrambi i casi è molto pericoloso specie se vi succede mentre siete in piedi sui pedali.

Nel caso di una catena nuova che si innesta su un pignone consumato, il rullo non verrà più a poggiarsi sul fondo della dentura. Il ruisultato, simile ai precedenti è che la catena sgrana pericolosamente.

Sulle nostre biciclette, lo sviluppo delle ruote libere a 8,9 e 10 velocità ha comportato una diminuzione del numero di denti del pignone con conseguente minore spazio lineare di presa della catena.

La lubrificazione
catena biciletta
Ha molte funzioni: Interporre un fluido tra le superfici che sfregano ma anche tra le parti interne ed esterne per evitare per quanto possibile ogni contatto metallo su metallo.
Proteggere la catena contro le aggressioni di fango e polvere, in particolare evitare la sua ossidazione tanto esterna quanto interna. Interporre un fluido tra le superfici per attenuare il rumore. La lubrificazione si effettua sulla faccia interna dei pezzi della catena. Infatti, nel caso contrario, la forza centrifuga impedirebbe la sua propagazione verso le superfici che sfregano.